Fiori di loto al levar del sole | Stefano Luchetta

Osservavo le articolazioni del mio braccio, il naturale intrecciarsi di muscoli e tendini che s’inerpicava dal gomito fino al polso per poi riscendere lungo il palmo, prima, e le falangi, poi, mentre una goccia accompagnava il mio sguardo correndo lungo la cavernosa forma della mia mano fino all’estrema punta dell’indice per, infine, staccarsi, cadere giù, in un interminabile vuoto temporale, e collidere con la superficie dell’acqua, oramai stagnante, della vasca da bagno e perdersi tra le onde perfettamente circolari, celebranti il requiem eterno di quelle molecole d’idrogeno e ossigeno.
A quel tempo facevo un largo uso di oppiacei che amplificavano a dismisura i miei sensi fino a trasportarmi in una dimensione onirica nella quale ogni movimento, ogni impercettibile mutamento nella materia circostante, sembrava rallentare al punto che potevo cogliere l’estemporaneo roteare di microscopiche particelle di polvere animate dal sottile spirare del vento passante nella fessura che separa il marmo dalla finestra. Continua a leggere

Kyria Kyria Kassaria Surorbi | Andrea Napoli

KYRIA KYRIA KASSARIA SURORBI
I motivi di relazione tra musica e magia.

di Andrea Napoli

L’organizzazione delle forme in musica
obbedisce ad una legge fondamentale: la ripetizione.

Jules Combarieu, 1982, La musica e la magia.

Questa frase di Jules Combarieu, da intendere in senso del tutto generale, rappresenta anche la premessa per un’ampia discussione sui rapporti che legano musica e magia. Percorrendo la storia della civiltà, è possibile appurare questa unicità, effettivamente documentata. È con il neoplatonismo, e in particolar modo con Plotino, che la magia si affaccia per la prima volta sul panorama filosofico occidentale. Fino ad allora era prevalsa la concezione aristotelica del sapere per il sapere, ovvero, indagare la realtà senza però operare su di essa e raggiungere così un sapere solido e personale che non si pieghi a nessuna servitù. Continua a leggere

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