La mia Parigi | Matteo Mazza

Parigi è una fiaba per corrotti. È sottile il filo di ragno che la lega al mio mondo. Il mio giaciglio è al settimo piano di un palazzo dove i rinnegati si ammassano non salutandosi nemmeno. Parigi è un fosso nel quale i cadaveri danzano nella polvere del giorno. Dalla mia finestra il cielo spaventa, nell’illusione che possa inghiottirti nel suo orchestrare di nubi. Ieri mi hai detto che mi ami e che credevi di non saperlo più fare. Era quasi il tramonto ed io ciarlavo versi a te dedicati, ma son troppe le notti alle quali sono rimasto impiccato. Me ne esco che i tuoi occhi sono ancora socchiusi. Continua a leggere