Uno sguardo nelle tenebre dell’occidente, da Conrad a Coppola | Vincenzo Abate

Ci sono opere d’arte che, seppur realizzate in un momento storico abbastanza distante dal nostro presente, riescono a raccontare l’uomo con una forza tale da risultare moderne ancora oggi. È il caso per l’appunto di Cuore di tenebra, romanzo breve scritto da Joseph Conrad, e pubblicato nell’ormai lontano 1902.

Nonostante sia famoso soprattutto grazie al film Apocalypse Now di Francis Ford Coppola con protagonista il grandissimo Marlon Brando, il romanzo di Conrad merita di essere analizzato mettendo per un attimo da parte il capolavoro coppoliano che ne sposta ambientazione e momento storico (nel film i fatti si svolgono durante la guerra in Vietnam). Continua a leggere

Le suggestioni dello Haiku nella poesia occidentale | Stefano Luchetta

Lo Haiku è una forma poetica formata da tre versi composti da 5-7-5 sillabe ed è sicuramente una delle più conosciute forme poetiche provenienti dall’emisfero orientale. La forma breve predomina sulle altre strutture poetiche in Giappone sin dal secolo XI dove ebbe la massima fioritura la composizione a catena, “kusari-renga”, nella quale molti poeti sfruttando la struttura del tanka – la poesia breve composta da cinque versi composti da 5-7-5-7-7 sillabe – creavano cento e anche più strofe.

Nell’ambito della composizione a catena nasce anche lo “haikai-no-renga”, una versione più spontanea e umoristica che conosce grande diffusione nei secoli XVI e XVII.

In questo contesto si inserisce Matsuo Bashō, il maestro della poesia giapponese che darà una dignità propria allo Haiku creando quella figura poetica che possiede i tratti del linguaggio semplice e del ritorno alla natura reale, corroborata da un velo di filosofia Zen, alla quale l’autore si avvicinerà.

Dopo Bashō in monti intraprenderanno il percorso dei tre versi. I più studiati Haijin giapponesi – questo è il nome dello scrittore di Haiku – sono certamente Buson, Issa e Shiki. Quest’ultimo in particolare si pone come il poeta di rottura della tradizione, e sarà lo scrittore a cui faranno riferimento tutti gli Haijin del XX secolo. In particolare, nel contesto di un Giappone che inizia ad aprirsi all’occidente, Shiki propone modelli alternativi maggiormente attenti alla vita reale.

Fatta questa premessa di natura storica, le pagine che seguono si focalizzeranno soprattutto su come l’haiku sia migrato in occidente e, in ispecie, in Italia, passando attraverso la voce di alcuni autori in particolare: Kerouac, Borges e Rilke da un lato; D’Annunzio, Ungaretti, Sanguineti e, soprattutto, e Andrea Zanzotto, dall’altro. Continua a leggere