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Casa | Pietropaolo Morrone

— Ciao, figliolo.

— Chi sei? Io non do confidenza agli sconosciuti!

— Sai, ho la sensazione di averti visto da qualche parte. Senti, a chi sei figlio?

— Sono figlio di mamma e papà.

— Oh perbacco, ma guarda un po’ che coincidenza, anche io…
— Eh?
— Cioè, anche io sono figlio di mamma e papà… C’è da riflettere su questo punto…

— E che c’è da riflettere?

— Beh, ritengo ci siano buone possibilità che siamo fratelli.

— Ma non sei un poco vecchio per essere mio fratello tu?

— Figliolo, cerchiamo di ragionare insieme: tu sei figlio di mamma e papà, io sono figlio di mamma e papà. Se la logica non è un’opinione, ciò significa che siamo figli degli stessi genitori e quindi siamo fratelli. Il fatto che io abbia settant’anni e tu sia un brufoloso adolescente non significa niente. Che sono cinquant’anni di differenza rispetto all’intera eternità?
— Mmh, fammi pensare…

— Giovanotto, dov’è che abiti?

— Abito a casa, a casa mia.

— Un’altra curiosa coincidenza: anch’io abito a casa mia. Dunque, fammi pensare, se tu abiti a casa mia e io abito a casa mia, questo vuol dire che abitiamo sotto lo stesso tetto. Questo è un dato perfettamente in linea con la teoria secondo cui siamo fratelli. Come ti dicevo, ho la sensazione di averti visto, ma non ne sono affatto sicuro. Com’è possibile che non ci siamo mai visti pur abitando sotto lo stesso tetto?

— Boh, forse perché è una casa grande.

— Apetta un po’. Mi sa che c’è da riflettere ancora su questa nostra teoria. Dunque, potremmo estendere questo ragionamento per induzione. Presa una persona x, questa è di sicuro figlia di mamma e papà; ne conseguirebbe che tutti dovremmo abitare nella stessa casa, a casa mia, cioè a casa nostra. E dico tutte le persone del mondo. Vada pure che, per un fortuito caso, io e te non ci siamo mai incontrati, pur essendo fratelli e pur abitando nella stessa casa, ma non potremmo non accorgerci di così tanta gente… Non capisco, forse c’è qualcosa di sbagliato nel ragionamento.

— Ho perso il filo…

— Mmh, vediamo, proviamo a capire cosa c’è che non va. Prendiamo un caso particolare, una persona qualsiasi, diversa da noi due. Diciamo, ad esempio… mmh, non mi viene nessuno in mente. Mannaggia, la vecchiaia è proprio una carogna.

— Zio Ciccillo?
— Bene, Prendiamo questo tuo zio Ciccillo, che poi dovrebbe essere pure mio zio. Ebbene, dove abita?

— A casa, a casa sua.

— … Eureka!, sei un genio, questa è la soluzione! Abita a casa sua e non a casa mia, che poi sarebbe anche casa tua e quindi casa nostra. Quindi non abita con noi! E siccome il ragionamento può essere esteso, questa volta correttamente, per induzione a tutte le persone del mondo, eccetto noi due naturalmente, allora converrai con me che a casa mia, cioè a casa nostra, ci abitiamo soltanto tu e io.

— Non solo noi. Ci sono pure mamma e papà.

— Fratello mio, mamma e papà sono morti, non lo ricordi più.

— COME, SONO MORTI? MADONNA MIA, E QUANDO È SUCCESSO? STAMATTINA… IO… HO PARLATO CON PAPÀ.

— Ma che dici, papà è morto in guerra, la seconda guerra mondiale, mamma è morta di parto, un parto prematuro. Se n’è andata insieme al mio fratellino mai nato, cioè al nostro fratellino. Mi scappa una lacrima quando ci penso.

— In guerra? Mica c’è la guerra!

— Ci sono sempre guerre a questo mondo, figliolo.

— Cioè, mamma era incinta?

— Sì, era incinta.

— Non ne so niente. Sì che è grassa, ma incinta non lo avrei pensato mai!

— Eh, fratello mio, cosa vuoi che ti dica. Io non sapevo di avere un fratello e tu non sai che tua madre era incinta. Mamma è stata proprio una burlona… eh eh eh, ci ha nascosto tante cosette, pace all’anima sua.

— Com’è che non mi ha detto niente nessuno che sono morti? Si sono scordati di me?

— Se ti avessi incontrato per casa, te lo avrei certamente detto, ma purtroppo non ci siamo mai visti.

Driiiiin

— Aspetta un attimo che rispondo al cellulare… Pronto! Oddio, mamma?!? Sei proprio tu? … Ma quindi sei viva? Mi avevano detto che eri morta… Ah, non sei morta? Senti, allora il fratellino sta bene?… Come? Come faccio a sapere che sei incinta? Me l’ha detto… Ah, come dici? Non devo dirlo a papà? Va bene, non glielo dico. Senti, ma papà non è morto? … Come dici? “Magari fosse morto quel cornuto”… Sì, va bene, ci vediamo dopo.

— Figliolo, è un miracolo, mamma e papà sono resuscitati. Lode a Dio.

— E mamma è pure incinta.

— Certo, fratellino mio. Andiamo a casa allora. Che bello, non vedo l’ora di rivedere mamma e papà.

— Sì, andiamo.

— Andiamo…

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