Caro Nulla | Pietropaolo Morrone

Caro Nulla,
ti ammiro, ti ammiro profondamente. Sei come Dio, non hai bisogno di esistere per essere qualcosa. Tu sei il Nulla, la negazione di tutto, io sono un nulla, tu sei il pozzo nero dove il tutto si scioglie, io sono qualcosa, un’inezia, una quisquilia che si scioglie.

Ho cominciato a scrivere questa lettera decine di volte. Disegnavo un punto nero su questo foglio completamente bianco. Poi, lo guardavo. Chiedevo a Vincenzo, il mio coinquilino che cosa ci vedesse. «Un punto nero», diceva, «che cazzo ci dovrei vedere?». Non mi rendevo conto che era l’immenso bianco in cui era annegato quel puntino la cosa importante. Quel bianco sei tu, certe volte mi ripeto. Come avremmo potuto notarti subito io e quel miserabile di Vincenzo? Dopo averti visto, poi, non ho potuto fare a meno di scriverti. Rivolgermi a te mi fa pensare alle letterine che scrivevo a Babbo Natale, alle preghiere delle vecchie del mio paese alla domenica a messa. Continua a leggere

Domande impegnate | Giovanni Canadè

Ci sono alcuni che fanno della letteratura una ragione di vita, ma se ne escludono una buona fetta. Hai presente quelli che sì, non c’è niente di meglio della lettura ma solo storie vere, solo storie impegnate, storie di operai, storie di malessere sociale, sociologismo, socialismo; perché è bello volare con la fantasia, ma che si abbiano i piedi ben piantati in terra. E cos’è questa, una lettura coi sensi di colpa? Mi piace leggere ma se la fantasia è troppa poi mi pare d’aver perso tempo io invece sono un intellettuale e devo leggere per il bene dell’umanità. Come dire, mi piace masturbarmi, ma per non sentirmi in colpa mi sego immaginando una Margherita Buy avvolta in una bandiera rossa falce e martello che fa tanto cinema intellettuale impegnato morettiano e posso dire, vedete, sono un uomo, animale come tutti, ma con un’anima, una coscienza politica, perdio! Mi piace sborrare ma senza disinteressarmi alla problematica sociale degli ultimi operai metalmeccanici (che, sia detto per inciso, loro sì che si fanno le seghe con le veline).

Ecco come immagino i lettori-intellettuali impegnati, che hanno bandito l’eros dalla loro vita; che, cattolici anche se atei (o peggio, agnostici) (o peggio, cattocomunisti) rifiutano l’immaginazione fine a se stessa, rifiutano il “romanzo borghese”, perché il cittadino deve da essere accompagnato alla ricerca della propria coscienza di classe, compagni!

Ci meritiamo la “rivoluzione” di Papa Francesco.

Campagna “adotta un poeta contemporaneo” | Pietropaolo Morrone

«Se ciascuno di coloro che ogni giorno scrivono poesia¹ avvertisse il dovere ovviamente elementare di acquistare anche un solo libro di un altro poeta, il mercato della poesia diventerebbe immediatamente appetibile anche per l’industria editoriale» Alberto Bertoni, “La poesia contemporanea”, Il Mulino, 2012

Questa asimmetria tra l’atto di “scrivere” e quello di “leggere” è da approfondire. Leggere è come scavare in miniera, ci vuole fatica, scrivere è come andare di corpo: in un modo o nell’altro lo impariamo a fare da bambini. Naturalmente la scuola ha le sue responsabilità e non riesce ad andare al passo coi tempi, riesce però bene ad uccidere la curiosità naturale dei bambini. Il loro proverbiale e continuo domandare “perché” per ogni cosa viene giustiziato non appena mettono piede in un’aula scolastica. Così la curiosità muore e viene sostituita da uno scambio mercenario di valutazioni e tempo dedicato sui libri. Continua a leggere

La ricerca dell’identità nazionale nelle raccolte di fiabe di Calvino e Yeats | Stefano Luchetta

L’obiettivo di questo lavoro è evidenziare come l’attività di ricerca e di sistematizzazione della tradizione popolare e fiabesca svolta da I. Calvino e W. B. Yeats rifletta in maniera cristallina la diversa natura dell’identità nazionale Irlandese e Italiana.

Le opere dei due autori appartengono a periodi letterari e a contesti storici distinti. Calvino è uno scrittore del 900’ inoltrato, esponente della resistenza italiana e della lotta partigiana. Le sue opere sono legate al genere fantastico e trasudano un lucido intento allegorico-simbolico. L’attività letteraria di Yeats, invece, si sviluppa tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX: lo scrittore irlandese, decisamente più vicino al mondo lirico che a quello narrativo, subisce l’influenza del simbolismo francese e le sue opere sono cariche di misticismo e spiritualismo. Continua a leggere

I buoni libri | Luca Rota

Cos’è un buon libro? C’è chi sostiene sia un libro che vende molto, oppure chi pensa che sia uno di quei libri che restano per sempre. Magari un buon libro potrebbe essere un libro che piace un po’ a tutti, o uno che non è né troppo lungo, né eccessivamente corto (per la gioia dei ‘lettori pigri’). Paul Sweeney sosteneva che “capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico”. Fontamara di Ignazio Silone, L’antagonista di Carlo Cassola, I falsari di André Gide, Viaggio al termine della notte di Louis Ferdinand Cèline, Sulla strada di Jack Kerouac, Opinioni di un clown di Heinrich Boll, Il fasciocmunista di Antonio Pennacchi, Qualcuno con cui correre di David Continua a leggere