Marianne | Elena Giorgiana Mirabelli

mattina Annette entra, scosta le tende di velluto verde, la luce allaga la stanza, lambisce la coperta, illumina il viso di Marianne che pare essersi rimpicciolita. Annette ha grandi occhi scuri e la pelle sottile e le guance rosse per la couperose. Lei e Marianne hanno la stessa età, la stessa altezza, hanno anche gli stessi occhi scuri. Ma Annette ogni mattina, posa sul tavolino di legno scuro il vassoio …

Al Disgelo

Lassù, nella baita, Ugo intagliava. Ugo era storto come i pezzi di legno da cui toglieva l’eccesso per arrivare all’idea. Si era fatto bianco di vecchiaia. Era stanco. Le sue maschere e gli elfi, gnomi, nani che sottraeva al legno morto oltre a ciò che il bosco spontaneamente offriva erano il necessario, altro non serviva. Un paio di volte al mese dal paese viene Eduardo. Mette la mia lista in …

Nelle colline, nelle città

Quello che segue è un capitolo espunto dal mio romanzo inedito, ancora incompiuto, dal titolo “La notte eterna. Un romanzo misoteistico.”Per i temi trattati e i contenuti espliciti, si consiglia la lettura a un pubblico maturo.Giovanni Canadè * “Ogni comunicazione partecipa del suicidio o del delitto. L’orrore funebre l’accompagna, il disgusto ne è il segno.E il male appare – sotto questa luce – come una fonte di vita! Rovinando in me …

Anne

Eccola. Sta entrando. Si voltano tutti. Uomini e donne.La sua bellezza è potere. Ne è cosciente. Lo esercita. Lo adopera senza remore.È come un’aquila. Un’aquila non si fa scrupolo di usare gli artigli per ghermire.Camminata da pantera che fende la sala. Cala il silenzio.Si siede davanti a me, mi saluta con la manina, sposta una ciocca di capelli.Prende la lavagnetta. -Ciao tesoro mio. Come va?- Le rispondo che va bene. …

Gerede

La totale infondatezza della chiacchiera non è un impedimento per la sua diffusione pubblica ma un fattore determinante. La chiacchiera è la possibilità di comprendere tutto senza alcuna appropriazione preliminare della cosa da comprendere. La chiacchiera garantisce già in partenza dal pericolo di fallire in questa appropriazione. La chiacchiera, che è alla portata di tutti, non solo esime da una comprensione autentica, ma diffonde una comprensione indifferente, per la quale …

Settembre

“nessuno può capire un porto se non sa il mare che cos’è” PFM, Ulisse La birreria chiudeva presto in genere e d’estate teneva i tavolini fuori e in molti si fermavano sotto le tende anche se di sera non se ne sentiva il bisogno. Uno dopo l’altro, il ragazzo al bancone continuava a pulire boccali. Davanti a lui un signore distinto dai capelli neri, vestito di cotone mostrava una fotografia …

La Stanza

 racconto di Francesco Principe Non c’è letto. Fa caldo. Blanco arrotola la sua camicia da notte, ovvero la parte superiore dell’unico indumento che possiede, per usarla come cuscino. Blanco da principio pensò che non sarebbe stato possibile prender sonno così, per terra, come un cane. Avrebbe rivisto la luce del sole? Si sentiva infelice da tempo. Ma ora? Lo era di più o di meno? Certo avrebbe voluto quantomeno salutare …

Nudo

Nudo, lucido come le tue labbra ancora dischiuse, incapaci di seccarsi, pure nella solitudine, ma che sanno soffiare tempeste d’altoforno, rotolo giù per la valle infinita, rimbalzo tra sassi, come tamburi in sordina, incastonati dove sanno, spigoli esatti, che ridanno alle ossa una forma più giusta. Annaspo nella zuppa di cielo e di terra. Bave di clorofilla sulla pelle lucida di sudore. Spine di legno fanno buchi troppo piccoli per …

La Fede

«Siediti sul bidet» dissi a L. Lei aprì le gambe e ci si sedette. La schiena curva su cui potevo contare le vertebre.La finestra aperta, i nei gettati sulla pelle e intirizziti dalla temperatura invernale – L. ne aveva molti più di S. Le dissi «apri l’acqua fredda» e lo scroscio si diluì nel ronzio del neon accesso sullo specchio. Le piastrelle alle pareti bianche e leggermente umide, asciugamani sul …

Casa

— Ciao, figliolo. — Chi sei? Io non do confidenza agli sconosciuti! — Sai, ho la sensazione di averti visto da qualche parte. Senti, a chi sei figlio? — Sono figlio di mamma e papà. — Oh perbacco, ma guarda un po’ che coincidenza, anche io… — Eh? — Cioè, anche io sono figlio di mamma e papà… C’è da riflettere su questo punto… — E che c’è da riflettere? …