VIII | Andrea Napoli

VIII

Ho affidato questo o quel me stesso alle assi sconnesse
di un vecchio porto abbandonato. «Tu non hai corpo, sei solo
un vasto spazio». Mi venne in mente la parola docks,
come dicono gli inglesi. «Manchi di ogni senso di risolutezza,
di determinazione» continuò. Alle due di notte le luci
del pontile sono puntini sospensivi che posano
la testa sul petto incerto di una donna. «Sei troppo debole
per mentire. Io ho pensato alle mie dita, e loro si sono mosse».
Diventa sempre più difficile masturbarsi ad occhi aperti.

L’eresia | Gianluca Pitari

ho l’impressione che dovunque vada
io porti con me la notte

ho visto ideali di granito
nelle mie mani
lievitare in polvere
sentimenti d’acciaio
sfibrarsi in ovatta

la poesia
al pari del creato
è una sciagura
ed il poeta un dio tragico
senza più le ragioni del miracolo
una divinità inutile e solitaria
che arrocca su di una torre zuccherina
mentre le nubi infittiscono

non mi perdoneranno mai
la lievità dell’eresia

I borghi più belli d’Italia | Luigi De Bartolo

Le umane maree sono emigrate da tempo,
hanno lasciato una coriacea pozza di simili
e segni sparsi di un confuso passaggio.
Verso il cielo punta la strada,
lungo il pendio ripido, selvaggio, universale,
lo sguardo si riempie di sensazioni mistiche.
Edifici con mattoni a vista, non ancora conclusi,
sono narratori insuperabili di quotidiano.

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Catalisi | Stefano Luchetta

Sintesi chimica di ingenuità
e adrenalina, prima scissione
dell’energia che si manifesta
dal palco e sopra ogni testa
bandita a restare più in basso
e da lì, giudicare.

Catalisi: scintilla la polvere
sopra le travi che calpesta
l’atteso varcator de le quinte;
mormora il legno, trasale
il pensiero, in preda
al terrore che assale, foriero
di quello che accade. Continua a leggere

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