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Ecce Homo | Gianluca Pitari

sabato
ho colto un crepitio in me
un tonfo simile
a una digressione di sospiri

domenica
ho ignorato il suo lievitare
esponendo i miei sentimenti
a una minuta pioggia di silenzi

lunedì
mi sono riavuto in una pozza di dignità
un disordine di cellule pazze
dalla coscienza infetta

martedì
già orfano di ambizioni
ho visto la mia donna
mutare in vento

mercoledì
l’affanno
un cranio zeppo d’intemperie
che mendica oblio

giovedì
la quiete
i sensi cementati
un uomo che evolve in ansia di nube

venerdì
la resa
l’emorragia d’amore compiuta
e all’orizzonte
il timido esordio
di un’alba nera
liberatrice

tre giorni dopo
l’ingiuria
il ciclo dell’esistere
riparte immutato

signori, nessuna redenzione
siamo figuranti votati al martirio
scaglie di logica
nel caos perpetuo

 

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