Era vento | andrea napoli
Dal battello che squassa la misura d’uno stretto dal sibilante diniego che addobba il grande gorgo dall’alto colle in cui pietre tonde di macelli s’arrampicano sopra fradici gabbiani di fortuna – Era vento e rugge in volto.
Dal battello che squassa la misura d’uno stretto dal sibilante diniego che addobba il grande gorgo dall’alto colle in cui pietre tonde di macelli s’arrampicano sopra fradici gabbiani di fortuna – Era vento e rugge in volto.
Artefice, in cui mi alzo dal rogo d’incurabile mentre per nessuna rovina a cui il corpo permane, in quel vasto pensiero ritrovai flabelli di piume. Nell’abborracciata antiporta degli occhi lungo semplici stelle che irradiano come ruscelli, si addensano passi incantati in grembi di lune feconde.