Gerede

La totale infondatezza della chiacchiera non è un impedimento per la sua diffusione pubblica ma un fattore determinante. La chiacchiera è la possibilità di comprendere tutto senza alcuna appropriazione preliminare della cosa da comprendere. La chiacchiera garantisce già in partenza dal pericolo di fallire in questa appropriazione. La chiacchiera, che è alla portata di tutti, non solo esime da una comprensione autentica, ma diffonde una comprensione indifferente, per la quale …

PORNOTECA

I tempi di latenza tra caviglia e caviglia insegnano ai calici vuoti la vanità, la norma oscena degli addii ai passi. Sposarci sulle pellicole di Pietrangeli, poi lasciare al tempo il tempo d’andare, nei cuori dei circuiti stampati e in silenzio dilatare la nostra pornografia del dolore. Di te ho scopato la santina dall’effige narcisa, la badessa intenta a incendiare i suoi quadri, la sciantosa di picche che muta gode. …

Nudo

Nudo, lucido come le tue labbra ancora dischiuse, incapaci di seccarsi, pure nella solitudine, ma che sanno soffiare tempeste d’altoforno, rotolo giù per la valle infinita, rimbalzo tra sassi, come tamburi in sordina, incastonati dove sanno, spigoli esatti, che ridanno alle ossa una forma più giusta. Annaspo nella zuppa di cielo e di terra. Bave di clorofilla sulla pelle lucida di sudore. Spine di legno fanno buchi troppo piccoli per …

Il loro gioco

Chi sono questi crani che mi spiano?Che s’annida nei loro bulbi adunchi?Le strade si coagulano, e mai increduli mi offrono sorrisi, ciechi! sullo stradario del collasso. Dove andare, se non dove loro mi raccomandano? Marcia intanto la vita negli alvei crivellati di paure. Appese – e blu – ai portoni tumefatti elemosinano– amore –le madri-pipistrello. Stride la morte. Mi hanno avuto, alla fine, con quelpresagito, tetro colpoalle spalle. Nel serra …

Andrea Russo

Mi ha raggiunto, al di là delle valli, del cielo, dei mortiferi anfratti cittadini. Mi circonda, il lerciume. E questo fiume, in passato anticamera per la redenzione, riveste ora le sue acque, con un’opaca mistura. Mi ricorda gli occhi dei vecchi al bar, nel borgo dei miei avi. Loro sì, che sapevano guardare gli uomini come si guardano i maiali.

Valzer

Spillavano indifferenza scura i tuoi occhi da dipendente mentre in strada le mamme annunciavano malasorte ai figli senza più colletti da trattenere: per mille anni ho appoggiato la mia noia su quel legno rigato e appiccicoso ma il cielo grondava sangue alla vaniglia, il telefono era occupato e tu non mi cercavi mai.

VIII

VIII Ho affidato questo o quel me stesso alle assi sconnesse di un vecchio porto di Dublino. «Tu non hai corpo, sei solo un vasto spazio». Mi venne in mente la parola docks, come dicono gli inglesi. «Manchi di ogni senso di risolutezza, di determinazione», continuò. Alle due di notte le luci del pontile sono puntini sospensivi che posano la testa sul petto incerto di una donna. «Sei troppo debole …

Santi

C’è chi va a Parigi per giocare ai poeti maledetti e c’è chi si fa bastare lo sporco appartamento di una periferia di provincia. C’è chi va a Parigi a parlare d’amore sulle rive della Senna; chi va a Pigalle, a Montmartre, al Bois de Boulogne. C’è chi rincorre ragazze in fiore nei parchi di una Parigi senza tempo, accostando i colori dei loro occhi alla lucida copertina di quei …