Era vento

Era vento

Dal battello che squassa la misura d’uno stretto
dal sibilante diniego che addobba il grande gorgo
dall’alto colle in cui pietre tonde di macelli
s’arrampicano sopra fradici gabbiani di fortuna –
Era vento e rugge in volto.
A uno a uno in preda a uncinate violente
a spingere un cuore come un ferro vecchio
la sabbia è libera di raggiare nel ghiaccio estivo
la pietà amò per me, cartilagine dell’anima –
Addio con un bacio e poi soffiò.
In ogni ascensione del suo insediamento
in ogni infantile prigione che ora apprende
è la stanza a contenere il suo arrivo di creta
è il vecchio ariete a infrangersi le mani –
Sarà nessuno o nella sera.
E vide la schiuma sgoccicare dai mulini
e la città sommersa impiccolirsi come ardente
e fu la cieca scia e fu il dente in un polmone
quando lei sparì sollevata sopra ali d’avvoltoio –
Era vento o solo era.

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